PARTE 2 — Tenemos que tomar Sofía y salir de esta casa hoy — susurró Anna.

PARTE 2 — Tenemos que tomar Sofía y salir de esta casa hoy — susurró Anna.

El martes, Anna se levantó antes de las seis.

Preparó el desayuno en Sofía, la acompañó a la escuela y pasó el resto de la mañana organizando una cena familiar.

Invitò sua zia Paola.

Suo zio Roberto.

Due cugini di Marco.

E Marta, la vicina che conosceva Elena da più di trent’anni.

Vittoria pensó que iban a celebrar un nuevo contrato de laboratorio.

Anna incluso la llamó.

— Metti il vestito verde che ti ho sistemato.

La victoria se rió.

— Certo. Anch’io stasera ho qualcosa da festeggiare.

Lorenzo arrivò prima degli altri.

Llevaba un maletín.

— Ho controllato tutto — disse. — La proprietà risulta ancora regolarmente intestata a voi.

Anna lasciò uscire lentamente il fiato.

— E Ferri?

Lorenzo miró a Elena.

— No es un notario.

Elena levantó las cejas.

Lorenzo puso varios documentos sobre la mesa.

— Riccardo Ferri lavorava anni fa come impiegato amministrativo in uno studio notarile. È stato licenziato per gravi irregolarità. Da allora utilizza moduli falsificati e timbri contraffatti per creare atti che sembrano autentici.

Anna strinse i pugni.

— Quindi con quei documenti non potevano semplicemente portarci via la casa?

— Non così facilmente. Ma se fossero riusciti a far circolare documenti falsi, intestare l’immobile a prestanome e creare una catena di vendite, recuperare la proprietà avrebbe potuto trasformarsi in un incubo legale durato anni.

Lorenzo sacó otro papel.

“Y encontramos esto también.

Anna lo lesse.

Rimase immobile.

Vittoria aveva già offerto la casa a un investitore.

Precio:

2.400.000 euro.

Elena serrò le labbra.

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